Ecogeneration


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Ciclo della rigenerazione

La principale difficoltà della rigenerazione delle cartucce a getto d’inchiostro e laser è data dal grande numero di tipi e formati delle cartucce esistenti in commercio e che continuamente vengono realizzate dai principali costruttori di stampanti.
Questo richiede una notevole versatilità dei centri di rigenerazione:

la conoscenza dei prodotti presenti nel mercato;
l’affidabilità delle macchine utilizzate nelle lavorazioni;
la preparazione professionale continua del personale.


Ecogeneration rigenera le cartucce esauste con procedure e tecnologie che le rendono uguali a quelle nuove, offrendole all'utente a prezzi che possono essere inferiori a circa il 50% rispetto all’originale.

Ciclo di trattamento.
La Rigenerazione é essenzialmente un procedimento tecnico con il quale si sostituiscono le componenti usurate di cartucce per stampanti, allo scopo di riportarle alla loro funzionalità originaria recuperando la maggior quantità di materia possibile.
I procedimenti di rigenerazione si conformano alle diverse tipologie di macchine da stampa, campo nel quale si possono distinguere tre categorie fondamentali e con differenze tecnologiche sostanziali, e quindi sistemi di lavorazione differenziati per procedimenti ed attrezzature.

1. CARTUCCE A NASTRO
Sono composte da involucri in plastica e nastro in tessuto inchiostrato raccolto in una bobina che gradualmente lo rilascia. L`impatto della testina ad aghi ne provoca la consunzione e l‘assottigliamento uniforme fino a renderlo inefficace nella stampa.
L‘intervento di ripristino si avvale di una macchina bobinatrice/sbobinatrice che provvede a sostituire completamente il nastro con altro nuovo per la stessa quantità.
Si passa poi alla fase di saldatura delle estremità a mezzo di saldatrice ad ultrasuoni munita di un pistone pneumatico che assicura l'assenza di spessori nel punto di sovrapposizione.
Il nastro viene poi imbustato e posizionato nelle scaffalature adibite a magazzino o in quelle relative agli ordini in attesa di consegna.

2. CARTUCCE A GETTO D’INCHIOSTRO
Sono strutturate come involucri di plastica contenenti inchiostro allo stato liquido, composto da pigmenti, acqua ed alcool isopropilico.
Generalmente il loro funzionamento avviene come segue:
la carica elettrica viene portata a contatto della goccia d'inchiostro che scaldandosi si dilata accumulando energia cinetica statica, che sarà poi liberata sotto forma di energia cinetica dinamica nel momento dell‘esplosione della bolla, spingendo così l'inchiostro attraverso i canali d’uscita.
La rigenerazione delle cartucce a getto d’inchiostro (o ink-jet) avviene mediante "ricarica" della cartuccia inserendo al suo interno l'inchiostro.
Prima di questa operazione è però necessario procedere alla pulizia della cartuccia ed in particolare della testina di stampa posta sulla cartuccia, per togliere i residui del vecchio inchiostro e le eventuali incrostazioni che possono otturare i fori di uscita dell'inchiostro.
Per eseguire questa operazione si usa una macchina di pulizia ad ultrasuoni, combinata con acqua demineralizzata a 40° circa.
Si passa poi al test della testina di stampa per verificare che i contatti in rame non abbiano subito interruzioni che potrebbero compromettere in seguito la qualità di stampa.
Si usano poi delle macchine a caricamento automatico che assicurano una ricarica per quantità e qualità di inchiostro identico a quello della cartuccia originale, gli inchiostri utilizzati rispettano le indicazioni del costruttore dell’originale.
Questa tecnologia adotta sistemi piuttosto complessi e delicati che necessitano l’utilizzo di macchinari particolari per effettuare la ricarica.
Il prodotto finito e inscatolato viene quindi posizionato nel magazzino o preparato per la spedizione.

3. CARTUCCE LASER
Sono i prodotti tecnologicamente più avanzati e che richiedono una particolare attenzione in fase di lavorazione.
Anche in questo caso i macchinari utilizzali non sono particolarmente complicati dal momento che la maggior parte del lavoro viene svolto manualmente con l'ausilio di cacciaviti elettrici.
L‘inchiostro, chiamato toner, si presenta allo stato polverulento ed è una miscela di grafite, parti ferrose e particole di materiale plastico che fondendosi fissano definitivamente l'immagine sul foglio.
Le particelle che lo compongono sono estremamente fini e volatili, perciò le sequenze lavorative che implicano uno stato di libertà delle polveri nell'ambiente, vengono interamente svolte con l'ausilio di un impianto di aspirazione munito di adeguato sistema di filtraggio assoluto che impedisce dispersioni nell’atmosfera e all'interno del laboratorio.
Il flusso d'aria deumidificata utilizzata per la pulizia delle cartucce è generato da un compressore.
La rigenerazione della cartuccia laser si effettua aprendo la cartuccia, togliendo il toner residuo presente, pulendo le parti interne dalla polvere residua, sostituendo dove necessario le parti usurate (tamburo, feltrino, lama, ecc.) ricaricando la cartuccia con nuovo toner e richiudendo la cartuccia.
Le cartucce vengono poi, imbustate e posizionate nel magazzino o nel reparto ordini in partenza.


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